fonte: Richard Nisbett - Il Tao e Aristotele - Rizzoli, 2007
Per comprendere l'atteggiamento fondamentale dei popoli orientali per il quale il mondo è in continuo cambiamento e pieno di contraddizioni, ecco un'antica storia cinese.
Un vecchio contadino aveva un solo cavallo. Un giorno il cavallo fuggì e i vicini, sapendo che il cavallo era la sua principale fonte di sostentamento, cercarono di portargli conforto.
«Chi può sapere se è una cosa buona o cattiva?»
disse il vecchio respingendo i loro tentativi di rincuorarlo.
E, infatti, alcuni giorni dopo l'animale tornò, seguito da un cavallo selvaggio. Gli amici allora si recarono dal vecchio per rallegrarsi e lui, rispondendo alle loro congratulazioni, disse:
«Chi può sapere se è una cosa buona o cattiva?».
E accadde che alcuni giorni dopo, il figlio del vecchio cadde e si ruppe una gamba, mentre cercava di montare il cavallo selvaggio. Gli amici si recarono nuovamente da lui per esprimergli la loro partecipazione per la sorte sfortunata del figlio:
«Chi può sapere se è una cosa buona o cattiva?»
disse ancora il vecchio.
Passarono alcune settimane e l'esercito giunse nel villaggio per arruolare tutti gli uomini di sana costituzione a causa di una guerra contro la provincia vicina, ma il figlio del vecchio non era in condizioni di combattere e non fu arruolato.
La storia può continuare all'infinito, finché il pubblico è disposto ad ascoltarla (ed ha una maroale emblematica) per comprendere e valutare una situazione è neces-sario prendere in considerazione il quadro complessivo poiché ciò che sembra vero in un momento, può essere proprio l'opposto del vero.