Estratto dell’articolo di Luisa Pogliana su “Direzione del Personale” 153 Ho deciso di riportare un breve stralcio di questo articolo che riflette sulla femminilità in azienda proprio perchè mentte in luce quanto il contributo femminile potrebbe giovare all'allargamento degli orizzonti manageriali giocando con due concetti molto legati a Management by Zen Koan: Attenzione all'Armonia e Valore della Consapevolezza
- Difficilmente, nelle pratiche adottate da donne manager, si trova una scissione tra persona e ruolo. Questa è una importante differenza. Le donne portano anche nel lavoro la loro interezza di persone: la realizzazione nel lavoro è per loro una scelta imprescindibile, ma non totalizzante. E pensano che ciò non solo sia giusto ma anche compatibile con il loro ruolo manageriale.
- La differenza femminile sta, piuttosto, in un atteggiamento complessivo, che si manifesta nella prevalenza della persona sul ruolo, dello schema personale sullo schema di ruolo. Le donne si rapportano al lavoro prima in base al proprio carattere e alla propria visione, e solo dopo si confrontano con norme e modelli, sempre sgomitando un po' per adattarli a sé. Per gli uomini è normale adattarsi agli standard, non solo perché li fanno loro, ma anche perché costituiscono una difesa e una comodità. E più facile dire `si fa così' che essere se stessi lavorando. Se ci si adegua a un modo di fare consolidato, nessuno potrà dirci che abbiamo sbagliato. Ma in questo modo si finisce per ingabbiarsi in modelli di management che tagliano fuori ogni capacità e ogni visione diversa. La via femminile alla leadership forse sta semplicemente in questo: nell'essere se stesse, nel non modificare il proprio stile personale, nel non assumere at-teggiamenti finti e forzati. Nel non costringersi dentro corazze inadatte ad un corpo diverso. Dunque, invece di parlare di valorizzazione delle differenze in base a un'idea di femminilità aziendale codificata, che magari non è la nostra, si potrebbe cominciare a lasciarci libere di lavorare come vogliamo. Libere di essere equamente valutate e premiate - cose non così scontate - per quello che facciamo, per i risultati che portiamo.
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