lunedì 26 dicembre 2011

FRANCOISE JULLIEN, CRISI e BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO.


La Cultura Occidentale è incapace di cogliere il susseguirsi di cambiamenti impercettibili, lenti e costanti, che trasformano radicalmente la realtà, quasi a nostra insaputa. Per Jullien infatti: “la realtà è fatta di maturazioni silenziose, di trasformazioni continue e globali che però, anche se ci stanno davanti agli occhi, noi non riusciamo a percepire, accorgendocene purtroppo solo alla fine, e spesso in modo brutale, quando la trasformazione è ormai avvenuta. Il risultato allora ci sorprende e spesso ci spaventa. Ma se siamo ciechi di fronte a questi cambiamenti striscianti, è perché il pensiero occidentale è incapace di pensarli. La cultura cinese invece è sempre stata molto sensibile alle trasformazioni silenziose”. Quindi, mentre per noi occidentali l'efficacia è la via più breve per giungere al fine perseguito, attenendosi al proprio piano anche se non porta a nulla di buono; i cinesi al contrario predicano il Wu Wei: il "non agire", troppe volte mal compreso e interpretato come disimpegno, rinuncia, passività, in realtà propone proprio il concetto di trasformazione continua. Concetto alternativo a quello, tipicamente occidentale, dell'azione, che Lao Tzu riassume magistralmente in poche parole: "aiutare ciò che procede da solo". Il Wu Wei può darci qualche piccolo spunto sia per rapportarci con un nostro personale desiderio di mutamento (di solito alla fine dell’anno si stilano i buoni propositi per quello successivo), sia alla crisi generale che stiamo attraversando.

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