La Cultura Occidentale è incapace di cogliere il susseguirsi di cambiamenti
impercettibili, lenti e costanti, che trasformano radicalmente la realtà, quasi
a nostra insaputa. Per Jullien infatti: “la realtà è fatta di maturazioni
silenziose, di trasformazioni continue e globali che però, anche se ci stanno
davanti agli occhi, noi non riusciamo a percepire, accorgendocene purtroppo
solo alla fine, e spesso in modo brutale, quando la trasformazione è ormai
avvenuta. Il risultato allora ci sorprende e spesso ci spaventa. Ma se siamo
ciechi di fronte a questi cambiamenti striscianti, è perché il pensiero
occidentale è incapace di pensarli. La cultura cinese invece è sempre stata
molto sensibile alle trasformazioni silenziose”. Quindi, mentre per noi
occidentali l'efficacia è la via più breve per giungere al fine perseguito, attenendosi
al proprio piano anche se non porta a nulla di buono; i cinesi al contrario
predicano il Wu Wei: il "non agire", troppe volte mal compreso e
interpretato come disimpegno, rinuncia, passività, in realtà propone proprio il
concetto di trasformazione continua. Concetto alternativo a quello, tipicamente
occidentale, dell'azione, che Lao Tzu riassume magistralmente in poche parole:
"aiutare ciò che procede da solo". Il Wu Wei può darci qualche
piccolo spunto sia per rapportarci con un nostro personale desiderio di
mutamento (di solito alla fine dell’anno si stilano i buoni propositi per
quello successivo), sia alla crisi generale che stiamo attraversando.
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