lunedì 26 dicembre 2011

FRANCOISE JULLIEN, CRISI e BUONI PROPOSITI PER L’ANNO NUOVO.


La Cultura Occidentale è incapace di cogliere il susseguirsi di cambiamenti impercettibili, lenti e costanti, che trasformano radicalmente la realtà, quasi a nostra insaputa. Per Jullien infatti: “la realtà è fatta di maturazioni silenziose, di trasformazioni continue e globali che però, anche se ci stanno davanti agli occhi, noi non riusciamo a percepire, accorgendocene purtroppo solo alla fine, e spesso in modo brutale, quando la trasformazione è ormai avvenuta. Il risultato allora ci sorprende e spesso ci spaventa. Ma se siamo ciechi di fronte a questi cambiamenti striscianti, è perché il pensiero occidentale è incapace di pensarli. La cultura cinese invece è sempre stata molto sensibile alle trasformazioni silenziose”. Quindi, mentre per noi occidentali l'efficacia è la via più breve per giungere al fine perseguito, attenendosi al proprio piano anche se non porta a nulla di buono; i cinesi al contrario predicano il Wu Wei: il "non agire", troppe volte mal compreso e interpretato come disimpegno, rinuncia, passività, in realtà propone proprio il concetto di trasformazione continua. Concetto alternativo a quello, tipicamente occidentale, dell'azione, che Lao Tzu riassume magistralmente in poche parole: "aiutare ciò che procede da solo". Il Wu Wei può darci qualche piccolo spunto sia per rapportarci con un nostro personale desiderio di mutamento (di solito alla fine dell’anno si stilano i buoni propositi per quello successivo), sia alla crisi generale che stiamo attraversando.

mercoledì 21 dicembre 2011

ITALIANI e NUOVE TECNOLOGIE

In Italia la banda larga si sta sempre più sviluppando, anche se un rapporto ISTAT conferma la velocità ridotta con cui ciò avviene rispetto agli altri Paesi europei. vai su Istat

venerdì 16 dicembre 2011

CONFORMISMO e SOCIAL NETWORK

Facebook e compagnia bella inducono al conformismo. Tutti quei like sono il codice comportamentale di un habitat che spinge ad assumere atteggiamenti equilibrati. Così dice una ricerca matematica condotta della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, che verrà presto pubblicata su una rivista internazionale. Continua su  oneweb20.it

venerdì 9 dicembre 2011

EURO, il NO INGLESE

Salta l'accordo a 27.
Il vertice Ue trova un'intesa tra i 17 Paesi dell'euro «aperto a chi vorrà partecipare». Sarkozy durissimo con Londra. Si è concluso con una durissima rottura tra i Paesi dell'euro (in particolare la Francia) e la Gran Bretagna il vertice notturno dell'Unione europea durato dieci ore. Per il «no» l'opposizione di Londra è saltata la possibilità di un accordo a 27 Paesi sulle misure da adottare per salvare la moneta unica. Si è così dovuto ripiegare su un accordo tra i 17 Paesi della zona euro più altri sei Stati. leggi su corriere.it